Buoni e cattivi usi di Machiavelli a 500 anni dalla sua morte (1527-2027) 

Convegno internazionale, Parigi, 24-25 giugno 2027. Organizzatori: Frédérique Dubard de Gaillarbois (Sorbonne Université), Giuseppe Sciara (Università di Bologna).

A 500 anni dalla sua morte, Niccolò Machiavelli (1469-1527) non ha mai smesso di interrogare gli studiosi e di affascinare specialisti e non specialisti. Il suo pensiero e la sua personalità sono stati interpretati in molteplici modi e innumerevoli sono le maschere che, a seconda del contesto storico e geografico, gli sono state attribuite: mentore di tiranni e dispensatore di consigli ai popoli, cinico teorico del successo e apostolo della distinzione tra politica e morale, ispiratore di dittatori senza scrupoli e brillante politologo, alfiere della conservazione così come della rivoluzione. Ogni epoca ha voluto costruire il proprio Machiavelli: assolutista, repubblicano, patriota e teorico della nazione, totalitario, democratico, populista, ecc. Fuori dall’Italia, il numero dei grandi interpreti di Machiavelli è incalcolabile, tra sostenitori e detrattori: da R. Pole a P. Ribadeneyra, da I. Gentillet a B. Spinoza, da Federico il Grande a J.-J. Rousseau, da F. Hegel a T. B. Macaulay, da L. Strauss a R. Aron. Ma è tra il XX e il XXI secolo che Machiavelli – il suo pensiero e la sua immagine – ha oltrepassato definitivamente il confine del mondo accademico per guadagnarsi un posto nella cultura popolare e di massa. La sua influenza e la sua diffusione oggi sono tali da poter affermare, senza tema di smentita, che egli appartenga ormai al patrimonio culturale globale. L’intento di questo convegno non è dunque tanto celebrare l’uomo o la sua opera, ma la sua eccezionale ricezione storica, geografica, disciplinare e mediatica. Inserendosi nella continuità degli studi dedicati alla fortuna di Machiavelli, l’incontro si distinguerà per la sua volontà di privilegiare una dimensione internazionale – dunque non soltanto europea – e non si limiterà alla ricezione delle opere, ma allargherà lo sguardo anche a quella della sua persona e della sua immagine. Il ‘machiavellismo’ verrà inteso sia come storia della ricezione, positiva e negativa, sia come insieme degli usi politici (ma non esclusivamente politici) che nel corso dei secoli sono stati fatti della sua figura, delle sue dottrine, nonché delle sue immagini e rappresentazioni. Il convegno si propone di mettere in evidenza questa plasticità del riferimento a Machiavelli attraverso i secoli, i contesti, i generi e il pubblico. Gli organizzatori del convegno auspicano l’emergere di forme inedite o innovative di ricezione di Machiavelli e del machiavellismo dal XVI secolo ai giorni nostri. Si pensi a tal proposito a come Machiavelli sia stato utilizzato nella storia per spiegare precise dinamiche politiche e sociali, o nel mondo contemporaneo per interpretare certi mutamenti politici (in ambito nazionale e internazionale), come la crisi della democrazia liberale e l’ascesa dei populismi odierni; o si pensi, ancora, alle riletture, in chiave femminista o antifemminista, del suo pensiero. Ma se Machiavelli costituisce di per sé un punto di riferimento internazionale in ambito accademico, è il machiavellismo che ne ha diffuso l’influenza a tutti i livelli della cultura: alta, intermedia e popolare, queste ultime due ancora poco esplorate dalla ricerca. Non sarà dunque soltanto – o non tanto – il Machiavelli accademico a essere in questa sede analizzato, quanto piuttosto il modo in cui i riferimenti e i cliché machiavelliani sono stati o sono “bene o male utilizzati”. La stampa, in quanto intermediaria tra la cultura accademica e popolare, avrà un ruolo privilegiato in questa indagine, così come la ricezione di Machiavelli nella lingua, nella letteratura, nelle arti visive, nella musica, nel cinema, nelle serie televisive, nei fumetti, negli anime, nei cartoni animati e perfino nei contenuti dei social network (post, video, fotomontaggi, reel, meme). Si potrà inoltre indagare la penetrazione e la diffusione del riferimento a Machiavelli in ambiti extra-politici (management, psicologia, pedagogia, self-training, sport, gaming, vita quotidiana, intelligenza artificiale…). Il successo popolare di Machiavelli non sarà considerato come un travisamento della sua figura e del suo pensiero, ma come la dimostrazione che il suo, nella storia delle idee, è un caso eccezionale che, proprio per questo, continua a essere proficuo pensare e ripensare.

Le domande a cui gli organizzatori del convegno intendono trovare risposta sono:

  • Cosa resta di Machiavelli e del suo pensiero nella nostra contemporaneità?
  • Il ritorno della guerra alle porte dell’Europa e in Medio Oriente favorisce un nuovo modo di utilizzare Machiavelli?
  • Quali percorsi e quali dinamiche hanno condotto Machiavelli a divenire, a livello mondiale, l’emblema di una certa concezione della politica? 
  • Perché proprio Machiavelli, e non altri autori classici?
  • In che modo la “femminilizzazione” della politica è compatibile con il riferimento machiavelliano?
  • In che modo la nozione di “crisi perpetua” rende Machiavelli un riferimento perpetuo?
  • Perché il machiavellismo è chiamato in causa per interpretare gli eventi storici e la realtà che ci circonda?
  • In che modo il machiavellismo contemporaneo si pone rispetto a quello dei secoli precedenti?
  • Come interpretare l’emergere del “personaggio” Machiavelli in opere teatrali o di finzione?
  • Per quali ragioni Machiavelli è una figura capace di affascinare il grande pubblico e non soltanto gli specialisti?
  • Le proposte di intervento dovranno essere inviate all’indirizzo email del convegno: machiavel500ans.sorbonne@gmail.com

Scadenza per l’invio delle proposte: 20 luglio 2026 . Termine per l’invio di riscontro dagli organizzatori: 31 luglio 2026. Date del convegno: 24-25 giugno 2027.

Le relazioni avranno una durata di 20 minuti. Le tre lingue del convegno saranno: francese, italiano, inglese. La proposta di comunicazione dovrà comprendere: un titolo, un abstract di 300-400 parole, una breve biografia, l’indicazione dell’università o dell’ente di appartenenza. Responsabili scientifici: Frédérique Dubard de Gaillarbois (frederique.dubard_de_gaillarbois@sorbonne-universite.fr). Giuseppe Sciara (giuseppe.sciara3@unibo.it) Responsabile amministrativo: Giulia Maria Giuffra (giulia_maria.giuffra@etu.sorbonne-universite.fr)