Truth and Un-Truth in the History of Political Thought: conclusione dell’VIII conferenza della European Society of History of Political Thought (ESHPT)

Di recente ha avuto luogo l’ottava conferenza biennale della European Society for the History of Political Thought, ospitata quest’anno dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” dal 5 al 7 ottobre 2026.

Le tre giornate di lavori hanno registrato una significativa partecipazione, con oltre un centinaio di studiosi e studiose provenienti da università e istituzioni di ricerca italiane e internazionali, confermando la vitalità della comunità scientifica impegnata nello studio della storia del pensiero politico. Particolarmente fruttuoso e stimolante è stato senz’altro il confronto tra studiosi affermati e ricercatori delle nuove generazioni, che ha favorito un dibattito aperto, vivace e ricco di prospettive.

Al centro della conferenza vi era il rapporto tra verità, menzogna e politica, il quale è stato affrontato attraverso una pluralità di prospettive storiche, teoriche e metodologiche. Le sette sessioni, articolate in numerosi panel paralleli, hanno attraversato un ampio arco cronologico, dall’antichità al mondo contemporaneo, interrogando il ruolo della verità e della sua manipolazione nei processi di legittimazione del potere, nelle pratiche di governo e nella costruzione dei discorsi politici.

Ampio spazio è stato riservato alle questioni della ragion di Stato, del segreto, della dissimulazione e della trasparenza politica, temi che hanno attraversato diverse sessioni della conferenza e che costituiscono un ambito di indagine particolarmente significativo per la storia del pensiero politico della prima età moderna. I contributi hanno esaminato il rapporto tra verità e prudenza, la gestione delle informazioni, le pratiche di occultamento e le forme della comunicazione politica, mostrando come la tensione tra ciò che il potere rende pubblico e ciò che sceglie di mantenere segreto abbia accompagnato la riflessione sulle arti di governo. In questa prospettiva, il panel Seeking the Truth, Negotiating Conciliation, and Denouncing Falsehood: Reason of State in Early Modern Italian and Iberian Texts and Iconographies, ha riunito contributi dedicati alle elaborazioni italiane e iberiche della ragion di Stato, con particolare attenzione al rapporto tra scrittura politica, rappresentazione iconografica, prudenza e dissimulazione. Altre sessioni hanno affrontato il tema del segreto nella riflessione di Giovanni Botero, il ruolo dei segretari nell’Italia della prima età moderna, il problema della menzogna nelle relazioni internazionali e le trasformazioni del rapporto tra segretezza e trasparenza dall’età moderna all’Illuminismo.

Nel loro insieme, queste ricerche hanno contribuito a mettere in luce la pluralità dei linguaggi e delle pratiche attraverso cui il pensiero politico ha affrontato il problema della verità, non soltanto come principio teorico, ma anche come questione strettamente connessa all’esercizio dell’autorità, alla conservazione dello Stato e alla comunicazione del potere. Proprio il confronto tra differenti contesti europei e tradizioni intellettuali ha permesso di collocare tali problemi in una prospettiva storica più ampia.

Accanto a questi nuclei tematici, la conferenza ha offerto un programma particolarmente ricco, comprendente sessioni sulla filosofia politica antica, sul pensiero repubblicano, sulle relazioni internazionali, sulla costruzione delle identità politiche, sulla propaganda e sulle ideologie contemporanee. Il dialogo tra le ricerche dedicate alla prima età moderna e quelle rivolte alla contemporaneità ha rappresentato uno degli aspetti più interessanti dell’incontro, mostrando come le tensioni tra verità e potere costituiscano un problema persistente nella storia del pensiero politico.

Ad arricchire il programma sono state le tre keynote lectures di Alessandra Petrina (Università di Padova), “Shakespeare’s fools: method (and truth) in political madness” dedicata a Shakespeare e alla verità nella follia politica; Lisa Kattenberg (Università di Amsterdam), “‘True Enough’? Truth, Necessity, and Negotiating Peace in the Early Modern Spanish World”,sul rapporto tra verità, necessità e negoziazione della pace nel mondo spagnolo della prima età moderna; e Nicolas Guilhot (European University Institute), “Populism, Conspiracism, and the End-time: on the Legacy of Norman Cohn’s ‘Pursuit of the Millennium’”che ha affrontato il nesso tra populismo, cospirazionismo e l’eredità intellettuale di Norman Cohn.

Da sinistra: Peter Schroeder e Nicolas Guilhot

Da Sinistra: Peter Schroeder, Alessandro Arienzo e Alessandra Petrina

Da sinistra: Alberto Clerici e Lisa Kattenberg

Tra i momenti più significativi della conferenza, il conferimento del Lifetime Achievement Award a Lea Campos Boralevi, presidente fondatrice della ESHPT, per il suo contributo alla storia del pensiero politico e allo sviluppo dell’associazione.

Inoltre, il programma ha ospitato la presentazione del lavoro di Mark Fisher, Heroic Democracy: Thucydides, Athens, and the Origins of Classical Democratic Theory, vincitore dell’ESHPT–Brill First Book Manuscript Prize.

Oltre alla ricchezza dei contributi scientifici, l’incontro si è distinto per il clima di partecipazione e dialogo che ha accompagnato le tre giornate. Le discussioni sviluppatesi all’interno dei panel e nei momenti informali hanno offerto occasioni preziose di scambio, consolidando relazioni accademiche e favorendo nuove possibilità di collaborazione internazionale.

Il successo della conferenza testimonia, inoltre, l’importanza di continuare a promuovere iniziative che sappiano coniugare il rigore della ricerca storica con l’apertura verso nuove prospettive interpretative, offrendo soprattutto alle generazioni più giovani occasioni di confronto con studiose e studiosi di riconosciuta esperienza.

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Presentazioni e dibattiti nei panel

Presentazioni e dibattiti nei panel

Presentazioni e dibattiti nei panel

Presentazioni e dibattiti nei panel

Presentazioni e dibattiti nei panel

Parte del team UniNa, da sinistra: Giorgio Volpe, Gabriel Vernacchia, Giovan Giuseppe Monti, Ermindo Buono e Maria Florencia Gonzalez Leone