
La casa editrice Bibliopolis, tra le più prestigiose del panorama culturale napoletano, ha recentemente dato alle stampe il volume Teoria, direzione, coscienza civile. Scritti inediti (1956–1973) di Ennio Galzenati, una delle figure centrali della riflessione politico-intellettuale del secondo dopoguerra a Napoli.
La raccolta è curata e introdotta da Giovan Giuseppe Monti, che ha studiato, lavorato e selezionato tra il cospicuo materiale che compone gli archivi «Feliziani» e «Galzenati», negli ultimi anni depositati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli e confluiti all’interno dell’importante «Fondo documenti di storia contemporanea – Movimento studentesco, Napoli 1947-1970».
I testi proposti, scritti tra il 1956 e il 1973, spaziano dalla riflessione teorico-politica alla critica culturale, offrendo una testimonianza diretta dell’evoluzione del pensiero di Galzenati, ma anche uno sguardo lucido sulla vivacità della scena politica napoletana tra la fase post-resistenziale e gli inizi degli anni ‘70. Particolarmente significativi sono gli scritti legati alle vicende del Gruppo di studio Antonio Gramsci e quelli che riguardano le prime mobilitazioni e le esperienze del movimento studentesco napoletano, in cui Galzenati rivestì un ruolo estremamente importante. La raccolta non solo ricostruisce il fermento ideologico di quegli anni, ma ne restituisce le tensioni, le contraddizioni, le intuizioni ancora attuali.
Inoltre, al termine del volume è posta un’appendice, pensata come strumento di supporto alla lettura e alla contestualizzazione dei materiali. Vi trovano posto non solo una presentazione dei fondi archivistici utilizzati, utile guida alla ricchezze di materiali disponibili, ma anche tre ricostruzioni cronologiche redatte dallo stesso Galzenati, incentrate su momenti chiave della vita politica napoletana: dalla polemica del 1954 tra il Gruppo Gramsci e la direzione locale del PCI, alle attività successive alla fuoriuscita dal partito, fino a un bilancio delle iniziative politiche dal dopoguerra alla fine degli anni Sessanta.
Con questa pubblicazione, Bibliopolis favorisce un’utile operazione di recupero della memoria politica e intellettuale napoletana, restituendo al dibattito pubblico una figura come Ennio Galzenati, capace di coniugare impegno teorico, militanza, rigore e visione.

Di seguito proponiamo alcuni estratti tratti dall’introduzione:
«Negli ultimi anni sono stati depositati presso l’Emeroteca della Biblioteca Nazionale di Napoli alcuni importanti fondi documentali, tra cui gli archivi «Ugo Feliziani (Gruppo Gramsci, 1951- 1956)» ed «Ennio Galzenati». Il loro contenuto arricchisce ulteriormente il già prezioso «Fondo documenti di storia contemporanea – Movimento studentesco, Napoli 1967-1970» e costituisce una nuova fonte (oltre che una testimonianza di grande rilevanza) per la storia della cultura politica napoletana del secondo dopoguerra, soprattutto per quanto riguarda il periodo compreso tra l’inizio degli anni Cinquanta e la fine degli anni Settanta. Del resto, sarebbe sufficiente scorrere l’indice dei fondi per rendersi conto non solo dell’interessante materiale storiografico che contengono, ma anche dei documenti che possono permettere di ricostruire e di interpretare con maggior consapevolezza alcuni eventi significativi (e talvolta poco conosciuti) della vita politica e culturale di Napoli. Alcuni tra questi riguardano le attività dei membri principali del «Gruppo di studio Antonio Gramsci»; altri sono legati invece all’origine, alla nascita e allo sviluppo del movimento studentesco napoletano».
[…] «Grazie e attraverso i materiali presenti nei fondi documentali, queste pagine e la selezione antologica che segue rappresentano un contributo volto a ripercorrere sia il percorso sia l’impegno e il ruolo ricoperto da Galzenati negli eventi presentati. Quanto restituito non può e certo non aspira ad esaurire gli spunti di riflessione e le tracce di ricerca meritevoli di essere approfondite. Piuttosto, si è cercato di offrire uno strumento che potesse non solo contribuire a una più ampia comprensione di alcuni eventi cruciali per la cultura civile e politica napoletana, ma anche mostrare le numerose opportunità di approfondimento che tali piste offrono a chi volesse continuare a dissodare terreni di ricerca che per molti anni sono stati trascurati, anche a causa della mancanza di documenti da cui attingere. Dai complessi rapporti del PCI, con alcuni dei nuovi soggetti protagonisti della vita civile e politica cittadina, all’inedito movimento studentesco napoletano; dai tentativi di impostare un serio lavoro di formazione e di analisi tanto delle contraddizioni quanto delle peculiarità del proprio tempo, alla fondamentale azione dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ai fini della rivendicazione “della scienza come fattore decisivo della strumentazione teorica da elaborare a fini emancipativi, andando oltre l’apporto, importante, ma insufficiente, del marxismo”».
